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January 14 post londra, a ritmo di BeatlesUffa, Ivo si arrabbierà, ma ad Abbey Road non ci sono stata!!! Sarà per la prossima, tanto Londra è uno di quei posti che, dopo aver fatto la guida a St. Paul's, ho nel cuore e periodicamente devo "rivedere"... Stamani è strano, svegliarsi da sola e far colazione da sola e dover riaggiustare il planning giornaliero da sola (che poi ahimé è fatto di lavoro e studio, e non più di giri forsennati per musei e divertimenti)... Alla fine sì, "the family" di questi giorni mi manca... Betta, che silenziosamente si preoccupa che faccia la brava e mi salva nella mia totale assenza di senso dell'orientamento, in tutti i sensi; la Superprat, che magari 'sto blog lo leggerà pure, e che a forza di rock mi tira su e condivide l'entusiasmo artistico; Silvio, che è ormai un mentore, e che mi rovina la piazza! e con cui ormai bisticciamo come due coniugi in pensione e poi facciamo la pace a forza di sparare cazzate; Dami, il mio fratellino, una sola mente (più o meno perversa o candidissima); Massi, evviva l'informatica, che parla poco ma quando apre bocca fa schiantare; Cate, con cui parlare di tutto con sincerità estrema. E poi c'è Ian... e qui ripeto che la vita è buffa, e che trovarsi a passeggiare davanti a dove ci eravamo baciati 6 anni fa, e si piangeva come due cittini al momento del saluto, che non si sapeva, poteva essere per sempre, e invece poi rieccoti qui, a parlarne e riderci sopra, due veterani di guerra alle prese con le battaglie di tutti i giorni ("rubbish!", mi dice lui della sua storia da poco finita, e ora la voglio copiare questa espressione che fa fashion!!!). [PS e tanto per far musica british-o swedish?, mi viene in mente la linea in la minore dei Kings of Convenience, "Winning a battle, losing a war"... http://it.youtube.com/watch?v=TBJnUT3XZTE] L'abbraccio di Ian è una cosa da ricordare, pure, e il ricucire insieme quei frammenti di ricordi (la mostra di Vermeer, la coperta sul treno da Brighton, Cats a teatro, lui che mi dice "lovely", la canzone che mi aveva scritto, i disegni che gli avevo fatto)... come qualcosa di lontano lontanissimo, quasi appartenuto ad altri, e il rimpianto di quella semplicità ingenua e leggera ora che siamo "grandi". Ah, ma ne ho qualcuno di rimpianti di questa vacanza...:1, il cappello da "regina" da 230 sterline, sti cacchi! che mi sono provata da Lock's; 2, la Tate Modern, che non sono riuscita a rivisitare; 3, il mercato enorme di Chancery Lane, e menomale avevo detto che volevo comprare un po' di argenteria e invece ho riportato solo una quantità incomprensibile di libri e thé; 4, la cena da Simpson's e il pattinaggio di notte davanti a Somerset House, romanticissimo, ma decisamente abbiamo fulminato tutti i soldi e avremmo dovuto chiedere l'elemosina nel mio berretto (come ho provato peraltro a fare mentre facevamo i poveracci su una panchina di Chelsea); 5, non aver incontrato HUGH!!!!!! E tra le perle di questa maratona, ci metterei, al primo posto, me che all'aeroporto tiro fuori, per i liquidi che devo consegnare a parte, un sacchettino "cuki surgela" con tanto di filino di ferro, la stracciona!!!; Silvio che invasato mentre cerca l'edificio di Piano fa 1 km con una busta appicciata ai piedi; io la Prat e Betta, che puntiamo i figoni sulla metro (beh, un po' dovunque, via) e io che ci provo specialmente con quello che assomigliava al marito di quella bagascissima di Demi Moore...; la fuga all'aereo, come nei migliori film di spionaggio.
Diario di bordo del capitano Kirk, data astrale lunedì mattina e tante cose da fare. Dal Renaccio passo e chiudo.
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